2026-10-12
, LUOGO DEL BEL SENTIRE
Il suono della/nella Centrale Pitter
La Centrale “Pitter” è uno spazio profondo, di ascolto e immaginazione. Non è nata per stare zitta, per ospitare il silenzio. Non ci riesce perché amplifica ogni suono e pure il pensarlo. Non basta camminarci dentro per sperimentare quali risonanze sorprendenti la nostra azione produca, in ogni angolo, che diversamente risponde e comunica all’intero ambiente. Questi esempi, qui legati in un unico documento audio che troverai nella sezione “AUDIO” in questa pagina: sono solo “punti di diverso ascolto”, non in esecuzione o cucitura perfetta, ma tratti di un lavoro di studio in questo contesto acustico e psicologico, per farlo risuonare, e usarne le risposte per interrogarlo ancora. Tutto questo si avverte già nella prima parte del documento dove oltre a una sola presenza, entrano a un tratto (non previste) le campane del paese, nitide, a diffondersi nel corpo tutto della Centrale: vi suonano ovunque, perdendo la direzionalità tipica dell’ascolto in esterno.
[da 2’] Oltre le dita, le mani, i passi e i piedi che percuotono un pavimento che alla vista nasconde ulteriori spazi, cripte, passaggi, molte volte l’abbiamo fatta cantare e suonare, da un capo all’altro e in ogni parte della sua vasta architettura, e tra i macchinari. Nell’audio, salvo i punti di taglio e unione dei diversi esempi di azione musicale e improvvisazione, quello che si ascolta è così come il registratore (a collocazione sempre fissa) ha colto, senza manipolazioni, a seconda delle diverse e mobili relazioni spaziali delle sorgenti sonore, e ne bastano poche per la magnitudo acustica che si genera.
[da 9’20’’] Dopo la musica emerge il documento sonoro del reale rombo della sala macchine in funzione e una voce recitante, in andreano (friulano tipico di Andreis, un borgo della Valcellina). Gesti verbali – e poetici- di uno dei luoghi a monte della Centrale, dove furono raccolti sudore e braccia per costruirla, insieme alle altre vaste infrastrutture del grande sistema idroelettrico.
Ecco solo alcuni esempi per ascoltare moti di cambiamento non altrimenti descrivibili: in questo il potere insostituibile del “sentire”. Il suono della Centrale è di voci, acqua, macchine, respiri, strumenti musicali, parole, azioni… un suono che ricorda ma sempre si rinnova.
(Un grazie a tutti coloro che con me in occasioni diverse hanno prodotto quanto si sente e che ne hanno concesso l’uso per questa restituzione… per nomi, tempi, progetti, musiche e dettagli degli esempi sonori e musicali: https://www.h2vox.it/h2vox/)
Cristina Fedrigo, Ottobre 2026